Addio a Fo e la cultura che lentamente muore

E' morto Dario Fo e ci aggiungiamo all'elenco, lungo, di coloro che lo piangono e sanno bene che lo rimpiangeranno. Fo era stato Nobel della letteratura, era un saltimbanco, un irriverente, di recente si diceva anche un grillino e persino un populista. Nulla di tutto questo rimpiangeremo. Fo era un uomo di cultura e di rottura, era un uomo di pensiero e una persona che amava ridere e riflettere e persino far riflettere. Anche nell'irriverenza era gentile, sorridente. Era un uomo che piaceva anche quando non ci piacevano le sue battute, quando diventava pesante (raramente) quando riusciva a ridere per forza perché ridere è giusto sempre, diceva. La cultura è una cosa che lentamente muore, e oggi è morto un pezzo da 90, come gli anni che aveva. La cultura si dirada e sembra destinata a scomparire in un'epoca effimera in cui leggere è un segno distintivo per persone strane, in cui si può chiedere a pochi: che stai leggendo in questi giorni?. Non parliamo, ovviamente, della cultura come insieme dei saperi, della cultura enciclopedica, ma la cultura stessa della vita. Lentamente scompare la cultura dell'amicizia, della fratellanza, sempre meno è evidente la cultura dell'accoglienza, ma anche la cultura del rispetto, dei ruoli, la cultura politica quella personale, la cultura sociale della convivenza civile, della buona educazione, del sorriso. Si perde l'importanza dell'educazione profonda, del dialogo, della temperanza. Ci si abbaia addosso in guerre infinite con i social teatro di un'aggressione costante. Non fa niente che nulla si decida su Facebook, l'importante è starnazzare, attaccare dimostrare con chiarezza una feroce mancanza di cultura. Persino le a senza h stonano meno di certi assurdi concetti, di molti commenti la cui evidenza lampante è che non si è letto o peggio, non si è capito. Una volta dell'assenza di cultura ci si vergognava. Agli intemperanti si guardava con sospetto, "poverino - si diceva - non ha studiato". Oggi siamo ad una fase successiva, ignorante e  me ne vanto, lo grido al mondo intero. Ci mancherà Fo, tantissimo, lui che di cultura era portatore sano e che faceva miracoli, a starlo ad ascoltare ci si poteva sentire piccoli piccoli e veniva tanta voglia di leggere, di capire di essere migliori.

 

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